Dal 2010 WEIJI ha iniziato a proporre soluzioni nel mondo dell’editoria scolastica; si è passati dalla produzione di soluzioni offline (tramite cd/dvd) di eserciziari e approfondimenti tematici alla realizzazione dei primi libri digitali per più di metà delle case editrici del mondo dell’editoria scolastica italiana (Loescher, Lattes, Il Capitello, Paravia, La scuola, Giunti scuola).

Le richieste di implementazione che di volta in volta sono state fatte riguardavano di fatto temi di dettaglio: inserimento di vari strumenti aggiuntivi (note, appunti audio, ecc.), creazione di libri liquidi, esportazione dei volumi per la visione offline, sistemi di aula digitale, e via dicendo.

A partire dal 2016 WEIJI ha compreso che “la soluzione” non poteva esistere; e non poteva esistere in un mondo così frammentato come l’editoria scolastica, dove non esistono standard riconosciuti ma ogni gruppo editoriale prova a distinguersi per qualche caratteristica di grande impatto.

WEIJI ha così compreso, confrontandosi con autorevoli referenti dell’editoria scolastica specializzati in linguaggi digitali, che la via da percorrere era quella di generare vari strumenti, tra di loro interconnessi, per rispondere alle variegate esigenze che già esistono e che eventualmente possono emergere.

Parafrasando il linguaggio scientifico, ci si è resi conto di dover affrontare la creazione di un vero e proprio ecosistema digitale: in natura un ecosistema è l’insieme di tutti gli organismi che vivono (elementi biotici) in una determinata area e che hanno relazioni di scambio fra loro e con l’ambiente fisico (elementi abiotici).

Così la nostra necessità è stata quella di dare vita a un insieme di strumenti per l’editoria che siano in relazione fra di loro e che possano essere in relazione con l’insieme di altri strumenti del settore.

Lo Shbook, vero e proprio ecosistema digitale, si compone di:

  • Elementi biotici (cioè elementi “viventi”), che sono i contenuti e le aree di distribuzione dei contenuti; entrambi vivono tramite un possibile costante aggiornamento e l’interazione con gli utenti
  • Elementi abiotici (cioè elementi “non viventi”), che sono gli strumenti che permettono di generare, modificare e gestire gli elementi biotici

Così come in natura gli ecosistemi presentano quattro caratteristiche comuni:

  • Sono sistemi aperti
  • Sono sempre formati da una componente abiotica e da una componente biotica;
  • Sono strutture interconnesse con altri ecosistemi, assieme ai quali formano dei macro-ecosistemi detti “paesaggi” (Humboldt, Troll);
  • Tendono a raggiungere e a mantenere nel tempo un equilibrio dinamico e quindi una particolare stabilità evolvente

Anche Shbook, l’ecosistema di WEIJI, si è conformato, per sua natura di ecosistema, a queste quattro caratteristiche:

  • È un sistema aperto: ovvero tutti gli strumenti che lo compongono si interfacciano tra di loro, ma ogni suo componente può anche interfacciarsi con componenti di terze parti
  • Esistono componenti abiotici (che sono i software/strumenti che permettono di creare e gestire i contenuti) e componenti biotici, che vivono o possono trasformarsi e che sono i prodotti editoriali
  • Sono strutture necessariamente interconnesse con altri ecosistemi (ad esempio un sistema di e-commerce del cliente) con cui formano “macro-sistemi” digitali
  • L’utilizzo costante dell’ecosistema di WEIJI e dei suoi strumenti permette l’utilizzo incrociato di più risorse che ne permettono un’evoluzione stabile.

Come per gli ecosistemi in natura, così anche per lo Shbook, la presenza di fattori nuovi (ovvero la richiesta di nuove implementazioni), che possono alterare l’omeostasi dell’ecosistema (ossia la sua tendenza a rimanere in equilibrio), va valutata sempre con molta attenzione, soprattutto per le tempistiche di sviluppo.
Ogni novità, ogni nuova richiesta è assolutamente gestibile e sviluppabile ma deve essere gestita con tempistiche programmate che ne permettano l’analisi delle alterazioni (di solito positive) che il singolo sviluppo porta all’interno del sistema.